Il bosco d'inverno non è un luogo vuoto. È un luogo pieno di vita che ha scelto di non mostrarsi. Gli alberi riposano, i semi sono sotto terra, gli animali sono nei loro rifugi. Non è assenza, è presenza raccolta, in attesa del momento giusto per rifiorire ed uscire dal nido. Chi entra in un bosco d'inverno e sa ascoltare lo sente: c'è qualcosa di intatto qui dentro, qualcosa che non ha bisogno di essere visto per esistere.

Un posto per me, la nuova collezione invernale di Lo Spaventapasseri, nasce da questa stessa immagine. Viviamo in un'epoca di visibilità totale, dove tutto si mostra, tutto si condivide, tutto si dichiara (e sul corpo femminile, da sempre, questa pressione pesa in modo particolare: sguardi non richiesti, definizioni imposte, confini da negoziare ogni giorno).

 

Ma c'è un luogo che ognuna di noi conosce e raramente nomina: quello in cui si è senza dover dimostrare nulla. Non è solitudine, è raccoglimento. È da lì che si parte ogni mattina, ed è lì che si torna la sera: il luogo della consapevolezza, della calma, di ciò che si sente e si riconosce come autentico.

In questo senso, come ci insegnano anche le religioni e la mitologia, ciò che è sconosciuto è sacro.

Da queste suggestioni nasce la nuova collezione: abiti che avvolgono senza stringere, tagli morbidi e confortevoli, modelli fatti per accompagnare il corpo con delicatezza, materiali che custodiscono il calore. E i nomi dei capi seguono lo stesso filo — Ghiro, Volpe, Tasso, Gufo — creature che abitano il freddo e sanno quando è il momento di restare nascoste.

Un posto per me non è una collezione sull'invisibilità. È una collezione sul diritto alla soglia: quel confine mobile e personale che distingue ciò che mostriamo al mondo da ciò che teniamo per noi. Non per paura, ma per rispetto verso la parte più preziosa di noi.

Perché anche sotto la neve, il bosco custodisce la vita. E ognuna di noi merita un nido a cui tornare.

 

settembre 15, 2026 — Lo Spaventapasseri Store